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Conviene aprire un bar?

Conviene aprire un bar?

Nel seguente articolo analizziamo se, attualmente, conviene aprire un bar o meno e soprattutto che doti possedere per non incorrere in investimenti errati.

Per prima cosa è doveroso fare una fotografia a quella che è la situazione in Italia e quindi tirare fuori le prime somme.

Quanti bar ci sono in Italia

La situazione risulta pressoché invariata dai dati forniti nel nostro ultimo articolo dell’anno scorso “quanti bar ci sono in Italia“.

La FIPE ha raccolto i dati presenti all’interno dei registri delle Camere di Commercio, dove si contano 148.274 imprese appartenenti al codice di attività 56.3 (bar e altri esercizi simili senza cucina). Solo in sei regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania) si raccolgono due terzi del totale delle imprese del settore.

I bar gestiti da donne sono 54.983 ossia il 37,08% del totale delle imprese appartenenti al settore, quelle gestite da giovani under 35 (Imprese in cui la partecipazione di persone ‘under 35’ risulta complessivamente superiore al 50%) sono 25.529, pari al 17,22% del totale. Il canale bar rappresenta la seconda scelta da parte degli imprenditori stranieri con il 9,8% sul totale delle imprese registrate nel canale, ovvero 14.530 unità.

Conviene aprire un bar? Il turnover

Nel mondo dei bar la concorrenza è a livelli elevatissimi, l’ultimo dato a nostra disposizione è del 2013 e parla di una media di 2,8 bar per mille abitanti. Nella realtà, in questi mille abitanti ritroviamo anche bambini e persone che non frequentano i bar.

Conviene aprire un bar tabella

Un recente sondaggio FIPE ha messo alla luce che il 64,3% degli intervistati consuma la colazione fuori casa almeno una volta al mese. Di questi solo il 10,8% dichiara di consumarla tutti i giorni, il 14,9% almeno tre o quattro volte a settimana, il 16,6% almeno una o due volte alla settimana, il 7,3% una volta ogni quindici giorni, il 14,8% solamente una o due volte al mese.

Dal sondaggio emerge anche un dato rassicurante, ossia che i bar e le caffetterie continuano, anche nel 2019, a risultare il luogo per eccellenza della colazione fuori casa.

Per quanto riguarda i pranzi fuori casa, il 67,6% degli intervistati è solito consumare il pranzo fuori casa almeno una volta al mese, di questi solo il 10,4% pranza fuori casa tutti i giorni.
I consumatori italiani preferiscono il bar come luogo del pranzo infrasettimanale fuori casa, con la percentuale salita al 39,9% contro il 39% del 2018.

Alla luce dei dati appena visti è facile comprendere perché nel 2018 le imprese che hanno avviato l’attività sono state poco più di 6mila, ad averla cessata sono state invece 11.991. Un trend nettamente in discesa, giustificabile dall’altissima competitività del mercato.

La professionalità è necessaria per aprire un bar?

Quando ci si chiede se convenga aprire un bar o meno, argomento cardine di cui discutere è la professionalità. Le imprese lamentano, in molti casi, difficoltà nel ritrovare figure specializzate e professionali nel settore bar e caffetteria.

La difficoltà nel poter mettere a disposizione del proprio locale e quindi della clientela delle figure competenti e professionali si traduce potenzialmente in una possibile perdita di fatturato.

La semplice e ovvia soluzione per questo punto è quella di ricevere formazione in aula e fare esperienza prima di aprire il proprio locale, nonché procedere all’assunzione di persone qualificate, formate e professionali che possano dare valore aggiunto al locale.

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I guadagni

Andiamo ora ad osservare quelli che sono i valori medi per quanto riguarda le entrate di un bar.
I caffè e i cappuccini serviti al giorno da un bar italiano sono in media 175, per un incasso giornaliero su queste vendite di circa 184 euro. La caffetteria in un bar rappresenta in media il 30% del fatturato complessivo.

Nei bar, più che in altre attività, si cerca di incrementare meno possibile il prezzo dei prodotti serviti, cosa che potrebbe sembrare vantaggiosa per il cliente ma che può portare nel tempo a un ovvio abbassamento della qualità dei prodotti.

Esiste contemporaneamente una forte discrepanza nel prezzo medio dei prodotti serviti da capoluogo a capoluogo, l’espresso medio a Messina viene venduto a 0,81 euro e a Bolzano 1,14 euro. Sempre a Bolzano un cappuccino viene a costare 1,66 euro e a Benevento 1,05 euro.

Per la colazione fuori, gli italiani spendono mediamente 2-3 euro. Solo il 2,2% spende meno di 1 euro. Il 2,7% spende più di 5 euro.

Per i bar il fatturato medio vale 465 mila euro annui, dato a cui bisogna togliere le spese e le tasse per avere idea del guadagno netto. La forbice attorno a questa cifra è in ogni caso molto alta, sia al ribasso che a rialzo.

Dato che fa riflettere è che nel settore bar le performance negative e quindi le perdite si registrano principalmente nelle micro imprese.

Conviene aprire un bar? Le conclusioni

Possiamo ora affermare, dati alla mano, che i bar e le caffetterie devono fare i conti con un’elevatissima concorrenza. I costi di affitto sono spesso molto elevati, così come gli oneri di gestione e i costi del personale.

Il trend è negativo, per ogni bar o caffetteria aperta due ne chiudono, improvvisarsi imprenditori in questo mercato potrebbe equivalere a fallire ancora prima di iniziare. Abbiamo anche visto che i guadagni potenziali potrebbero essere molto elevati per quei locali in grado di superare la forte concorrenza.

Alla domanda “conviene aprire un bar?” non esiste una risposta univoca, certamente per avere maggiori possibilità di successo bisogna avere buone competenze tecnico-manageriali (quali marketing, gestione, finanza…), conoscenze approfondite proprie del mestiere del barista e un buon budget iniziale su cui fare affidamento.

Studiare il proprio mercato di riferimento, la zona, la concorrenza e quindi i possibili guadagni, il tutto in modo neutrale e senza farsi sopraffare dalle emozioni può essere un primo, piccolissimo passo, per capire se nello specifico caso si possa avere possibilità di successo.

Se sei arrivato fino a qui ti potrebbe anche interessare l’articolo “conviene il comodato d’uso per la macchina del caffè?” 

BIBLIOGRAFIA:

Rapporto FIPE per il 2019 
Il Bar Italiano – Ufficio studi FIPE 
Rapporto FIPE per il 2018 
L’Italia in una tazzina 

1 comment

  1. Olga lebedeva

    Ho partecipato al corso di caffetteria con juri, ottimo insegnante con grande conoscienza dell’argomento, non immaginavo che il mondo del caffe fosse cosi complesso, devo ringraziare juri, ora mi sento preparata e consapevole di quello che serve per ottenere il massimo dal caffe ed dalle attrezzature, grazie ancora juri

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